«Obsidian è la freccia che scaglio per realizzare i miei sogni»

 

 

 

E’ 03SIDIAN (letto: Obsdian) il nome d’arte scelto dal musicista sardo, Michele Uccheddu, per esprimere la sua anima musicale e il legame con la sua terra d’origine, la Sardegna.

La forza naturale di questa terra, derivante dal sole, dall’acqua, dalle brezze marine, dimora all’interno dei suoi abitanti, facendoli sentire in completa simbiosi con essa, creando un legame indistruttibile. Non si tratta solo di senso di appartenenza, piuttosto di una potente energia che si insidia all’interno dell’anima: «La Sardegna mi ha insegnato a comunicare con l’energia degli alberi, del vento, dell’acqua» afferma M.U., in questo modo il musicista ha imparato a entrare in contatto con le energie positive dell’universo, avvalendosene per rapportarsi con il mondo intero.

Il nome d’arte 03SIDIAN racchiude al suo interno la forza vitale della Sardegna, con i suoi lati legati alla storia e al mistero della cultura sarda. 03SIDIAN, per il musicista, rappresenta un modo per indossare una maschera, non una qualunque ma quella degli antichi guerrieri sardi, valorosi e tenaci, determinati e impetuosi come l’energia del fuoco dei vulcani, da cui nasce proprio l’ossidiana.

L’ossidiana, infatti, è una roccia vulcanica a rapido raffreddamento, presente in varie zone del Mediterraneo, tra cui la Sardegna, abbondante in particolare nel Monte Arci, nel Campidano oristanese. A causa della mancata cristallizzazione dovuta alla rapida solidificazione, l’ossidiana assume una particolare lucentezza per cui è anche meglio conosciuta come “vetro vulcanico”. Solitamente assume il colore nero, per questo viene chiamata, in dialetto sardo, ‘Sa Perda Niedda’ (la pietra nera) o ‘Sa Pedra Crobina’ (la pietra nera come il corvo) ma è meglio conosciuta come L’Oro Nero Sardo.

Essendo una pietra facilmente estraibile e malleabile, in passato, veniva utilizzata per la costruzione di arnesi da lavoro e armi, come le frecce. Infatti, divenne presto una merce di scambio e contribuì alla nascita e allo sviluppo dei primi commerci in Sardegna, creando la possibilità per gli indigeni di stringere legami con popoli lontani: da questo deriva un rapido incremento demografico e un intenso dinamismo culturale che ancora oggi caratterizza quest’isola, ricca di tradizione e mistero.

Oltre al suo legame con la terra e col fuoco, l’ossidiana è un magnete con forti proprietà energetiche: viene associata al primo chakra, il centro d’energia collegato alla terra, ai fattori fisici, alla sopravvivenza, alla realizzazione dell’Io personale. L’ossidiana ha una valenza non solo nel mondo esoterico ma anche e, soprattutto, nella cultura sarda: il malocchio è una tradizione popolare molto radicata, basata sulla superstizione che il potere dello sguardo possa produrre effetti negativi sulla persona osservata. In Sardegna, una pratica molto diffusa per contrastare il malocchio è Sa Mexina Sarda, tramandata di generazione in generazione, basata fondamentalmente su un rituale composto da preghiere, chiamate brebus, insieme all’utilizzo di alcuni materiali, come il grano, l’acqua, il sale, l’olio. Un altro rimedio contro il malocchio è Su Kokku, un antico amuleto composto da argento e pietre dure, solitamente di ossidiana, che ha il compito di lenire da ogni dolore chi lo indossa, assorbendo le energie negative e il male. Si racconta che quando la pietra è ormai carica di energia negativa, l’amuleto tenda a spezzarsi o a rompersi.

03SIDIAN è la chiave di lettura per comprendere il disco d’esordio In the Planet of Shiva del musicista sardo, che verrà pubblicato a breve. Questo lavoro nasce durante la permanenza di M.U. all’estero per studiare presso la Novia University School of Music di Vaasa, in Finlandia. La scelta di trasferirsi fuori per studiare, afferma M.U., è nata dall’esigenza di esplorare nuove terre, di entrare in contatto con altre personalità e culture. Alla registrazione del disco hanno partecipato diversi musicisti provenienti da varie parti d’Europa, tutte le loro energie erano veicolate per raggiungere uno scopo comune, contribuendo – ognuno a proprio modo – alla magia della creazione.

 

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